P_0019_D: Chapel of the Little Divine Grace of The Sheets | V_MMXVIII

La Cappella della Divina Piccola Grazia delle Lamiere (basata su una foto di Mario Ricci)





Una volta lungo le strade di campagna i contadini costruivano piccole cappelle votive. Ringraziavano i Santi e la Madonna per aver reso più lievi le loro tribolazioni e le loro fatiche durante il lavoro nei campi; ringraziavano San Vito per aver protetto le coltivazioni dei loro campi dalla grandine durante l’estate. Nelle “cappellette” i contadini portavano statuette della Madonna, fotografie dei Santi e piccoli vasi con fiori: d’inverno, quando diventavano secchi, venivano sostituiti da fiori di plastica, che il sole sbiadiva e scolorava. Oggi i contadini non costruiscono più piccole cappelle, per i Santi e la Madonna – lungo i sentieri dei boschi e le stradine dei campi – forse perché non credono più nei Santi e nella Madonna. Forse perché i regolamenti, le discipline urbanistiche, credendo di preservare il patrimonio agricolo e boschivo, né vietano la costruzione. Io, invece, costruirei – lungo ogni sentiero e strada campestre – una piccola cappella. Una piccola cappella diversa per forma e contenuto, per ogni strada e sentiero.
Questo è il progetto di una piccola cappella, in cui si può entrare nel suo interno: 3 navate di lunghezza, ampiezza ed altezza diverse – slanciate nella verticale dell’altezza e anguste in larghezza, gotiche nelle loro dimensioni. Sulla piccola chiesa (facciate e tetto) è posato un lenzuolo di lamiera arrugginita. Sul fronte della facciata, 3 aperture triangolari in ferro arrugginito, di altezza e larghezza diversa. Ognuna delle 3 cuspidi della facciata sono sormontate da profili di ferro che si concludono con 3 croci. Ognuna delle 3 aperture triangolari è munita di maniglie esterne sotto-forma un profilo di ferro arrugginito che raggiunge l’altezza delle 3 cuspidi della facciata e si conclude con altrettante croci. Le croci appese alle cuspidi della facciata sono più alte delle croci che coronano le maniglie delle aperture. La 7° croce, più grande e più alta delle altre, è ancorata vicina all’impluvio, dove convergono in facciata le 2 navate. Sul fronte della facciata il sagrato della chiesa, quale prolungamento del pavimento interno in lastre di korten. Le pareti interne, i soffitti e le strutture leggere interne sono candide e luminose.

Il 1° collage è costruito su una foto di Mario Ricci, raffigurante l’argine demaniale del Canale Quintino Sella [nel territorio del Comune di Cilavegna (PV)] – campagna della Lomellina, tra Lombardia e Piemonte -. Nella bruma autunnale, lungo questa stradina campestre, appena oltre la curva che costeggia il canale, si può trovare di tutto: l’Arcangelo Michele che trafigge il diavolo e anche una piccola cappella coperta da un lenzuolo di lamiera arrugginito sormontata – verso il cielo -, da 7 croci altissime.

Il 2° collage è costruito su un immagine scaricata da Google Street View e raffigura il versante sud dell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, dove nel bosco fittamente alberato è realizzato il padiglione diffuso della Santa Sede alla 18. Biennale di Architettura di Venezia (Vatican Chapels, 10 cappelle + 1 padiglione espositivo). Una chiatta trainata da un rimorchiatore, lambisce al largo l’isola. Sulla chiatta è trasportata la Cappella della Divina Piccola Grazia delle Lamiere – quella coperta da un lenzuolo di lamiera arrugginita e da 7 altissime croci