P_0008_C: Negozio dell’Elettricista | IV_MMXIII

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Facciata su v.le XXIV Maggio, al crepuscolo di settembre 2013 (foto DL)

Allego quanto di più inutile si possa scrivere su’ di un progetto, cioè la Relazione Tecnica Illustrativa inclusa al Progetto Municipale, composta in quell’aprile del maggio 2013.

“Il sottoscritto … nella qualità di tecnico progettista dell’intervento, incaricato dalla proprietà …, ai sensi dell’art. 3, comma d), del D.P.R. 380/2001 ed s.m.i., in merito alla presente richiesta di Permesso di Costruire per Intervento di Ristrutturazione Edilizia, presso il lotto ubicato in … e distinto alla Particella n° … del Foglio n° … N.C.T. del Comune di Livorno Ferraris, sotto la propria responsabilità civile e penale assevera che le opere interessanti il fabbricato in via … n° …, ubicato nella cartografia del vigente Piano Regolatore Generale Comunale in zona omogenea “Area RCU, Vecchio Centro Urbano a prevalente destinazione residenziale (Art. 18 – B delle N.T.A.)”, nella tavola “P3a”, con “particolari prescrizioni di cui ai punti a) e b) dell’art. 18 – A, Area RCS”, e nella cartografia del Progetto Definitivo della Variante Generale al Piano Regolatore Generale in zona “TC1 – Insediamenti Consolidati, Tessuto Urbano – 1° espansione periferica (art. 39 delle N.T.A.)”, nella tavola “P3a”, sono consistenti, rispettivamente nella:

_Ristrutturazione Edilizia, della porzione di immobile al piano terra, attualmente costituente unità immobiliare a destinazione residenziale attraverso il mutamento della sua destinazione d’uso in locale commerciale (negozio per vendita al dettaglio di materiale elettrico).

_Realizzazione di nuova pertinenza, strettamente annessa alla manica del fabbricato principale, nel cortile posto a sud, in aderenza al muro di divisione fra le proprietà.

_Realizzazione di un muro di divisione fra le proprietà, in corrispondenza della linea di frazionamento dell’immobile, nel cortile a sud.

Il tipo di intervento citato risulta ammissibile con le indicazioni contenute per “Area RCU, Vecchio Centro Urbano a prevalente destinazione residenziale, Art. 18 – B” delle N.T.A. del Piano Regolatore Vigente e con le indicazioni contenute per la zona “TC1, Insediamenti Consolidati, Tessuto Urbano – 1° espansione periferica – Art. 39” delle N.T.A. del Progetto Definitivo della Variante Generale al Piano Regolatore Generale. Altresì l’intervento viene attuato secondo le prescrizioni e gli indici fissati per le Aree Urbanistiche sopraccitate (a tal fine si contemplino le Verifiche Planivolumetriche – Volume e Superficie Coperta -, calcolate per l’intero lotto generato dal frazionamento, considerando tutti i fabbricati presenti sullo stesso e la Volumetria residua edificatoria ancora potenzialmente usufruibile (confrontare la Tav. E allegata).

La Ristrutturazione Edilizia della porzione di fabbricato al piano terreno si rende necessaria per soddisfare le esigenze dettate dall’insediamento della nuova attività commerciale (vendita materiale elettrico): per lo svolgimento della nuova funzione occorre disporre di uno spazio libero ed aperto al fine di disporre alcuni scaffali recuperati dal magazzino, già in possesso della proprietà. A tal fine, è prevista la demolizione del muro portante di spina centrale, la realizzazione di 2 pilastri e di una trave ribassata per reggere i pesi del solaio esistente in latero-cemento del piano superiore, che verrà mantenuto. La ristrutturazione della porzione di immobile interesserà anche il risanamento e la bonifica del piano terreno, attraverso la realizzazione di una intercapedine areata (vespaio), con la posa di casseformi modulari in plastica “igloo”. A tal fine il piano del pavimento interno verrà abbassato di circa 10 cm, incrementando l’altezza utile dei locali. L’intervento di ristrutturazione contempla anche la demolizione dei tramezzi che definiscono il vano del bagno e la realizzazione di nuovi tramezzi per delimitare un nuovo bagno, più ampio, e il relativo antibagno. Al fine di ottenere uno spazio, quanto più libero, è prevista la demolizione dei setti trasversali non portanti che ospitavano dei camini e le rispettive canne fumarie. Altresì è prevista la sostituzione dei serramenti esterni: le 2 finestre in legno deteriorato, che prospettano verso il cortile, saranno sostituite da finestre dal disegno analogo (2 battenti) in pvc di colore bianco; la porta in legno, che affaccia sull’androne carraio, sarà sostituita da portoncino blindato; la porta e la finestra che si affacciano su via Adamo Ferraris, saranno sostituite da 2 vetrine. La 1° vetrina, è prevista munita di porta-ingresso, arretrata all’interno del locale, rispetto al filo della facciata, a definire una bussola di ingresso, e raggiunge la quota del pavimento interno; la 2°, invece, è prevista rialzata e si sviluppa a partire dallo zoccolo esistente esterno che viene mantenuto. Inoltre l’abbassamento del piano pavimento del locale del piano terra permetterà la demolizione del gradino attualmente esistente su strada. L’intervento prevederà il rifacimento delle lesene e cornici della facciata che segnano i vuoti delle finestre. E’ previsto, oltre al mantenimento dello zoccolo su strada, anche il mantenimento della lesena marcapiano del solaio fra piano terra e piano primo. I serramenti delle vetrine saranno realizzati in alluminio, verniciato colore “marrone seppia RAL 8014”, tale da determinare un effetto estetico esattamente analogo a quello dei “serramenti di una volta”, ma con caratteristiche di taglio termico e di sicurezza conformi alla nuova normativa ed adeguati alla nuova attività che andrà ad insediarsi. I blocchi dei serramenti vetrine saranno munite di serrande motorizzate in alluminio dello stesso colore dei serramenti delle vetrine. La facciata del piano terra, verrà scrostata e ri-intonacata. Sarà valutato in un successivo momento se cappottare l’intera facciata con adeguati pannelli isolanti, oppure in corso d’opera di inserire il “cappotto” sulle pareti interne dei locali. La colorazione della facciata sarà, in ogni caso, concordata con gli uffici comunali.

L’intervento, contempla, altresì la realizzazione, in facciata, su via Adamo Ferraris, fra le due finestre, al piano 1° – in asse con le vetrine sottostanti -, di un edicola mariana di dimensione 64 cm x 130 cm, per ospitare una statua in gesso della Vergine Maria. L’edicola sarà definita da una cornice in mattoni, sporgenti di circa 12 cm dal filo della facciata, e presenterà un arco a tutto sesto nella parte superiore. Un riquadro, sporgente di circa 1,5 cm dalla parete esistente, inquadrerà l’edicola. La tav. n. O, restituisce una simulazione dell’aspetto delle nuove vetrine e dell’edicola mariana sulla via Adamo Ferraris.

La proprietà originaria vendendo l’intero immobile, ha ritenuto di lottizzare, frazionando il lotto originario. Per delimitare le 2 proprietà si intende realizzare un muro divisorio pieno. Il muro di cui è caso è proposto in blocchi di cls grezzi, colore grigio cemento di altezza circa 2,00 m (conforme pertanto, alle prescrizioni del Regolamento Edilizio vigente). Alla base del muretto è realizzato un cordolo di fondazione in calcestruzzo armato. Il muro pieno in corrispondenza del corpo di fabbrica viene realizzato di altezza circa 3,50 m, in quanto, “altezza necessaria” per garantire la falda spiovente (e quindi l’altezza interna regolare di 2,70 m, dell’ambiente interno) del basso fabbricato, che verrà realizzato ad esso aderente.

La nuova pertinenza, costituisce una “aggiunta” strettamente annessa e funzionale al piano terra. Essa ospita l’”ufficio” della nuova attività commerciale. L’edificazione della stessa avviene a confine, pertanto l’elaborato di progetto è stato condiviso con la proprietà confinante che lo ha sottoscritto per assenso, in virtù di atto stipulato in precedenza. Il basso fabbricato, come risulta nella tavola di progetto – Tav. H – è realizzato con blocchetti di cls, intonacati sulle superfici interne e rivestite da un cappotto di 10 cm lungo le superfici esterne. I serramenti sono in pvc di colore bianco, muniti di tapparelle in plastica colore grigio. Il portoncino di ingresso, posizionato lungo il lato smussato, è realizzato con struttura in lamiera a doppia blindatura. La struttura del tetto è realizzata con orditura di n° 6 travi in legno lamellare (5 cm x 10 cm) di passo 102 cm. Il pacchetto di copertura di dimensione complessiva di circa 30 cm è rappresentato nel dettaglio in scala 1:10 della “Tav. I”. La copertura è realizzata con file di vecchi coppi, sormontanti lastre ondulate in fibro-cemento. La lattoneria del tetto è in rame. Contestualmente alla realizzazione della pertinenza verrà ridefinita la pavimentazione del cortile.

L’intervento elencato e descritto nei precedenti punti, è conforme agli strumenti urbanistici, attuativi e regolamenti comunali vigenti o adottati alla data della presente relazione, nonché rispettano le norme igienico – sanitarie, e di sicurezza.

Dichiara che i lavori di cui sopra:

_sono subordinati alla disciplina definita dalla normativa nazionale e regionale vigente in materia;

_non insistono su immobile assoggettato ai vincoli di cui al D.Lgs. 42/2004 “Nuovo Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” (Testo Unico dei Beni Culturali).

Visto quanto sopra, il sottoscritto tecnico progettista, è consapevole di essere persona incaricata di servizio di pubblica necessità ai sensi degli artt. 359 e 481 del Codice Penale e che in caso di dichiarazioni non veritiere l’Amministrazione Comunale né comunicherà al competente Ordine professionale per l’irrogazione delle sanzioni disciplinari, ai sensi dell’art. 23, comma 6 del D.P.R. 380/2001, ed s.m.i..”

Oltre a tutto ciò … ben più interessante è l’Architettura senza “progetto” e senza progettista costruita per sovrapposizioni ed aggiunte nella parte posteriore della manica, esposta a sud, al di sopra dell’androne carraio. Prima occorreva, al piano primo aumentare la dimensione della stanza da letto; poi bisognava coprire, al piano secondo, quella stanza con una tettoietta con pali di legno e copertura in lamiera; poi, dopo, bisognava aggiungere a quella stanza del piano primo, anche un balconcino, perché chi abitava quella casa doveva poter uscir fuori e fumare una sigaretta; poi bisognava coprire quel balconcino con una tettoia con pilastrini di legno e copertura in plastica riciclata. Quest’Architettura, spontanea, nata, cresciuta e costruita a seguito di semplici necessità (una stanza da letto più grande, un balcone sul quale poter fumare una sigaretta) – proprio al dì sotto della ciminiera in mattoni rossi dell’ex riseria ormai dismessa – è migliore della realizzazione di molti progetti pensati dai geometri e dagli architetti che operano nelle provincie agricole del vercellese.

In fondo quelle due enormi vetrine luminose che inquadrano lo sguardo dell’automobilista che percorre viale XXIV Maggio, provenendo da nord, sono rassicuranti da guardare durante i tardi pomeriggi nebbiosi dell’autunno e dell’inverno: esse bilanciano l’arancione intenso – della parete al piano primo, al di sopra dell’androne carraio – riflesso dalla lampada al sodio della luce comunale.

Di questo progetto ometto di scrivere molte cose. L’ultima immagine e il suo titolo, possono apparire criptici e incomprensibili. Essi però svelano in me una profonda tristezza ed amarezza (esperienza da non ripetere mai più …).