P_0004_C: Interno | VII-XII_MMIV

Muro rosso laccato della bussola di ingresso (foto DL)

Muro rosso laccato della bussola di ingresso (foto DL)

Il luogo

Livorno Ferraris, comune in Provincia di Vercelli. Le campagne intorno al paese, a partire dal mese di aprile, si trasformano in un immenso lago; le risaie connotano e segnano il Paesaggio ed il Territorio, non solo dal punto di vista estetico – formale, ma anche da quello economico – produttivo: la maggiore parte dell’economia agricola del Vercellese è legata alla produzione del riso.

Il contesto

Il fabbricato si trova all’interno dell’Area RCU, Vecchio Centro Urbano a prevalente destinazione residenziale, del Piano Regolatore Generale Comunale. Si tratta di fabbricati per lo più ex rurali, riattati e ristrutturati nel corso de tempo. Dall’altra parte della strada, di fronte alla casa oggetto di ristrutturazione, un bellissimo esempio di “fabbrica del riso”: l’ex – riseria “Arrigoni”, a 3 piani f. t., risalente al primo ventennio del 1900, fabbricato ormai abbandonato da più di 30 anni.

Il fabbricato

Un edificio a 2 piani fuori terra, riattato nel 1960. Un ex fabbricato rurale, inserito tra altri fabbricati ex agricoli. Una manica semplice di spessore 6,5 m. Un fronte con sviluppo di circa 15 m, esposto interamente a sud. L’intervento di ristrutturazione ha interessato l’alloggio al piano 1°, di 91 m², utili e calpestabili, l’ampio terrazzo di 35 m², esposto a sud ed il balcone di 3,76 m², posto sul retro.

L’intervento

La ristrutturazione del piano 1° ha contemplato, rispetto alla situazione originaria: a) la demolizione di parte dei tramezzi interni; b) la modifica della distribuzione funzionale degli spazi, che rispetto alla situazione originaria ha permesso di ottenere dal grande salone, 2 nuove camere e 1 nuovo bagno cieco, eliminando nel contempo l’ampio ed inutile corridoio di distribuzione, occupante parte della zona giorno; c) la formazione di un nuovo volume esterno sul terrazzo sud, adibito a lavanderia – ripostiglio; d) l’allargamento del balcone nord e la sua copertura con una leggera e trasparente tettoia; e) la sostituzione di tutti i vecchi serramenti interno – esterno in legno, con nuovi serramenti in profilati estrusi in P.V.C. rigido e certificazione tedesca R.A.L., completi di telaio apribili del tipo a gradino, opportunamente rinforzati internamente con profili in acciaio zincato, dal disegno semplice a 2 ante, colore bianco e vetrocamera stratificata antisfondamento. E’ stata, altresì effettuata la sostituzione dei blocchi cassonetti – tapparelle in legno con nuovi blocchi cassonetti – tapparelle in P.V.C., colore bianco; f) la sostituzione di tutti i sottofondi e pavimenti esistenti con la posa di nuovi pavimenti, rispettivamente in  essenza di legno, piastrelle in gres e ceramica, localizzati e diversificati in funzione degli spazi; g) il rifacimento dell’impianto idrico, di adduzione dell’acqua fredda e dell’acqua calda, dell’impianto degli scarichi e di allontanamento delle acque bianche e nere, dell’impianto termico con aggiunta di corpi scaldanti e la realizzazione di un nuovo impianto di raffreddamento degli ambienti, costituito da 2 unità esterne e 4 ventil – convettori a parete, per la diffusione dell’aria trattata nelle stanze.

Il racconto degli spazi

Si accede all’appartamento da una scala a rampa rettilinea, che collega il piano terra con il piano 1°. La rampa di scala è comune a 2 unità abitative, distinte ed indipendenti.

La bussola ingresso

Varcata la porta che divide il pianerottolo di sbarco della scala, si accede ad uno spazio raccolto: una sorta di bussola, di vestibolo, contrassegnata da un vistoso muro inclinato, tinta R.A.L., rosso intenso staccato, dal soffitto, e da una parete inclinata in legno di rovere. La scatola in legno di rovere al suo interno racchiude una scarpiera e dei ripiani per riporre oggetti. Prima accoglienza, deposito dopo aver fatto la spesa. Scarpiera. Prima di togliersi le scarpe. E, il cappotto, da appendere alla appendiabiti Hanger , modello 8174, della Kartell, fissato al muro rosso. Uno specchietto, con un colorata cornice etnica, è appeso al muro della porta d’ingresso: un riferimento alle case nepalesi ed alle cultura induista, oggetto acquistato, durante un viaggio in Nepal dai proprietari dell’alloggio. Il pavimento della bussola è realizzato in tessere dalla forma irregolare di Travertino Adige Classico (palladiana) con fughe larghe, riempite utilizzando uno stucco speciale. Il pavimento della bussola “penetra”, con una inaudita forma ad “osso” nel pavimento (in legno) del soggiorno. Un bordino in alluminio segna la differenza tra i 2 pavimenti. Due faretti, a luce fredda incastonati nella palladiana, fungono da “occhi” della strana figura ed accompagnano i passi quando la luce artificiale proveniente dalle lampade poste sul soffitto è spenta. Spingendo l’anta della porta, tipo “saloon”, in legno di rovere, munita di 2 grossi maniglioni in acciaio inox satinato, si accede al soggiorno. La palladiana penetra al di sotto dell’anta della porta (quest’ultima è staccata di 20 cm dal filo pavimento) e si allarga, definendo una strana macchia, invadendo il pavimento del soggiorno.

Il soggiorno

Il soggiorno costituisce con la bussola un unico ambiente. La tinteggiatura delle pareti è grigia. Il muro rosso e la scatola con i ripiani della bussola, non raggiungono il soffitto, ma lo staccano, in corrispondenza dello spigolo ad angolo acuto, di 30 cm. Il pavimento del soggiorno è realizzato in parquet tipo Doussiè – Africa, posato in diagonale a tolda di nave (45°), utilizzando listoni di dimensioni 12 cm x 110 cm e spessore 1,4 cm. Lo spazio “è occupato” da una serie di oggetti: 1) 2 moduli irregolari ed 1 schienale, in tessuto grigio – chiaro, del divano On the rocks di edra, disegnato da Francesco Binfarè; 2) 1 tavolino basso, realizzato su disegno, in legno massello di mogano, tinteggiato con vernice a lucido, e antine in plexiglass azzurrate, montato su 10 piccole ruote girevoli; 2 superfici orizzontali e 2 verticali, unite definire un parallelepipedo, vuoto al suo interno; la superficie orizzontale sfugge oltre il limite di quella verticale, definendo un vistoso sbalzo di appoggio per vassoi e ciotole; i prospetti sono giocati con grossi buchi rotondi, e tagli orizzontali; 3) sulla parete, a sinistra, tinteggiata di un grigio più carico, contenitori pensili, con struttura laccata opaca e frontali in vetro laccato (rosso, verde acido e bianco) e, a pavimento, 1 elemento porta TV in rovere moro, il tutto appartenente alla composizione 36e8 della Lago; 4) sulla parete inclinata rossa, opposta alla bussola, è stata realizzata la composizione T19 tangram della Lago: mensole, ripiani porta vasi, oggetti e libreria, si formalizzano con l’ironico aspetto di un cameriere in atteggiamento servile; 4) 1 colorato tappeto (dimensioni 240 cm x 170 cm), riprende le tinte e le tonalità del contenitore (la stanza ed i muri) e del contenuto (gli oggetti). L’illuminazione dell’ambiente è realizzato con 11 lampade da 35 W, 12 V, ciascuna, montate su portalampade in alluminio satinato della serie Box IV  della Wever & Ducré, tassellati al soffitto. Sorgenti luminose puntiformi, disposte in modo apparentemente casuale, sulla volta. 11 piccoli cubi, dal volume 8 cm x 8 cm x 8 cm, comandati a file, illuminano punti diversi dell’ambiente, a secondo dell’esigenze. Dietro al divano On the rocks, la lampada da terra Tube di pallucco. Il soggiorno si rapporta con il terrazzo esterno, attraverso un’ampia porta finestra, di luce 180 cm, ed una finestra. Dal soggiorno, attraverso 2 porte, con caratteristiche formali – estetiche differenti, è possibile accedere a 2 spazi, gerarchicamente e funzionalmente diversi: la cucina e la zona notte. La 1°, varcando la porta scorrevole ad un’anta, in cristallo temperato, dotata di binario e sistema di scorrimento in acciaio inox e carrucole a vista, produzione Casali; così, come per la bussola – ingresso, il pavimento in parquet, del soggiorno “sfonda” la porta, al di sotto, penetrando nel pavimento in gres grigio scuro della cucina e  formalizzando, anche qui, una curiosa e vistosa macchia. La 2°, varcando una porta, a 1 battente, modello Esse (design Eri Goshen), della produzione Lualdi porte: la forma ondulata, che definisce una parte concava, invitante a spingere, ed una parte convessa, che invita il gesto di chiudere, interrompe la monotonia del corridoio e rende più dinamico lo spazio; l’anta è ha struttura tamburata (spessore 4 cm), in essenza di rovere e percorsa orizzontalmente da 4 inserti in metallo. Le maniglie di tutte le porte dell’alloggio sono in acciaio inox satinato, Stilo disegnate da Enzo Mari, di Olivari.

La cucina

Occupa un volume, che prima della ristrutturazione era già adibito a zona cucina e pranzo. Le modifiche all’originario impianto hanno interessato esclusivamente: 1) la traslazione di 40 cm della porta di ingresso dal soggiorno, nel muro portante perimetrale; 2) il ridisegno del serramento, verso il balconcino esterno, prima in legno, ora in P.V.C. e con un diverso taglio e senso di apertura; 3) la riduzione delle dimensioni della “luce”, posta sulla parete nord, per adeguarla alle esigenze di progetto degli arredi della cucina, e la sua realizzazione con 2 file orizzontali di  mattonelle in vetromattone. Il pavimento della cucina è in piastrelloni di gres – porcellanato lappati e rettificati (dimensioni 30 cm x 60 cm, spessore 1 cm),  colore grigio scuro ardesia (Feren, Fiordo), posati a 45° (inclinazione opposta  a quella del parquet), con fughe minime (2 mm). Un bordino di alluminio (Folotrim) segna i contorni della strana forma ed il passaggio tra il pavimento del soggiorno e quella della cucina, nonché il cambio di inclinazione del senso di posa dei 2 diversi materiali. Le pareti dell’ambiente sono di un caldo color giallo paglierino. Gli arredi della cucina sono della AIKO, modello Bonjour – Wing. La bellezza e la particolarità di questo modello di cucina (disegnata più di 10 anni fa da Lucci e Orlandini) è rappresentata dal movimento dello schema della pianta: i blocchi lavello e fuochi (con ante di un vistoso rosso laccato), debordano vistosamente dall’ingombro dei 60 cm, dei restanti blocchi – arredi (lavastoviglie, cassettiere varie, con ante in rovere grigio), segnando e caratterizzando dinamicamente l’intera composizione. Pensili con ante in vetro, top laminati ardesia, schienali in laminato alluminio ed ardesia, maniglie tecniche inox e 1 cappa Egea in acciaio inox (dimensioni 150 cm x 42 cm x 18 cm), 1colapiatti d’appoggio, completano ed arricchiscono il prospetto principale. Sulla parete, a sinistra dell’ingresso, si trova la colonna per il frigo, la colonna portabottiglie, la colonna del forno con cassettoni e ripiani e la capiente colonna dispensa. La cucina è stata studiata, sia per utilizzare funzionalmente al meglio tutti gli spazi, senza avere nicchie di risulta, sia per ottenere una “scena” ed una “facciata” importante. 2 faretti, come quelli descritti per l’illuminazione del soggiorno, sono collocati sul soffitto, rispettivamente, uno in corrispondenza del blocco lavello, l’altro in corrispondenza dei fuochi. Sulla parete a destra, 1 vecchio tavolo a libro (primo ventennio del 1900), in larice d’america, restaurato, ricordo affettivo degli avi di uno del proprietari. 4 sedie (Calligaris), ognuna di un colore diverso (rosso, verde, blu e arancione), lo circondano. Sopra, in posizione baricentrica al tavolo, la lampada a sospensione, regolabile in altezza, Costanza, disegnata da Paolo Rizzato nel 1986, per Luceplan, diffonde, con il suo paralume in policarbonato, una luce calda e gradevole, inserendosi con naturalezza nell’ambiente e ricreando atmosfere tradizionali, nonostante la raffinata tecnologia del sistema di sospensione.

Il balcone e la tettoia

La cucina è collegata con il balcone posto a nord, attraverso una porta finestra. Il balcone si affaccia sull’orto della vicina proprietà, coltivato con piante di Actinidia Chinensis (Kiwi), e sul cortiletto dell’appartamento del piano terra. La ristrutturazione ha contemplato l’allargamento della larghezza del balcone (circa 30 cm), in modo di trasformare la finestra che prospettava, verso il corridoio della zona notte, in porta, permettendo, quindi la possibilità di un nuovo passaggio e collegamento fra interno ed esterno. Il pavimento è costituito da piastrelle in cotto, dimensioni 25 cm x 25 cm (Bretagna,Terre di Francia), posate in diagonale, a 45°. Il balcone ospita un armadietto in plastica per deporre le scope e gli attrezzi per la pulizia della cucina, e sulla parete verso la cucina, sono collocate le 2 unità esterne dell’impianto di raffreddamento degli ambienti interni: una appoggiata al pavimento, l’altra sorretta da 2 mensole staffate al muro. Un divisorio forato, in compensato trattato, le scherma parzialmente dalla porta della cucina. Il balcone è sormontato da una leggera e luminosa tettoia,in profilati di ferro, verniciati color bianco. La struttura è costituita da: 1) 2 montanti, a sezione rettangolare 10 cm x 5 cm, vistosamente inclinati verso il vuoto, con piastre annegate nel getto in calcestruzzo del nuovo balcone; 2) 4 travi di distribuzione, ancorate con staffe zancate al muro, al di sopra della porta – finestra della cucina. Ai 2 montanti inclinati è saldata anche la ringhiera, dal semplice disegno a bacchette, il mancorrente, costituito da un profilo a sezione tonda dal diametro di 7 cm, e 2 profili trasversali che reggono 3 cavi per stendere il bucato, tesi con altrettanti tenditori; 3) una traverso di collegamento tra i 2 montanti di sezione 10 cm x 5 cm; 4) le travi sono sormontate da 8 profili, di lunghezza 345 cm, a sezione rettangolare (dimensione 3 cm x 4 cm), costituenti, l’orditura secondaria. Al di sopra di questi ultimi, sono collocate le lastre di policarbonato, alveolare trasparente (spessore 1,2 cm), costituenti la copertura. Una gronda in acciaio inox, a sezione rettangolare 10 cm x 8 cm, raccoglie le acque piovane e le convoglia verso il pluviale. L’illuminazione del piccolo spazio aperto è realizzata con una applique per esterni della linea I guzzini.

Il corridoio

Il corridoio costituisce il filtro tra il soggiorno e gli spazi della zona notte ed i bagni. Presenta uno schema planimetrico con sviluppo ad “L”. La nuova porta, realizzata in sostituzione della finestra, che si apre verso il balcone della cucina, lo rende luminoso ed ampio. Le pareti sono di un caldo color albicocca, mentre l’illuminazione è garantita attraverso  2 lampade da 75 W, montate su applique tassellate a parete, in alluminio satinato della serie Box II  della Wever & Ducré. Dal corridoio è possibile accedere, rispettivamente: 1) al bagno principale, attraverso un porta scorrevole, tipo Scrigno Essential, ed anta ha struttura tamburata (spessore 4 cm), in essenza di rovere, percorsa orizzontalmente da 4 inserti in metallo; 2) al bagno di servizio, attraverso una porta scorrevole simile alla precedente, ma con verso di apertura contrapposto; 3) sulla parete alla destra, e sulla parete di fronte,  alla camera da letto, e alla cameretta, aprendo 2 porte rasomuro della produzione Lualdi porte, con ante avente caratteristiche analoghe a quelle per i bagni, ma munite di maniglie in acciaio inox satinato, Stilo disegnate da Enzo Mari, (Olivari).

Il bagno principale

Il bagno, prima dell’intervento di ristrutturazione, occupava la stessa posizione del bagno attuale: la demolizione del tramezzo, che lo separava dal salone e il suo spostamento di 30 cm, ha permesso di razionalizzare lo spazio e di ottenere una distribuzione dei sanitari e degli arredi più funzionale. Il pavimento è realizzato in piastrelle (dimensioni 31 cm x 31 cm ) della Riverstone Small Effepi Marmi, composte da ciottoli di marmo e pietre naturali di varie dimensioni legati da resina trasparente, mentre il rivestimento delle pareti, da piastrelle 10 cm x 30 cm, color grigio – acciaio (Acciaio Edilcuoghi), posate nel senso orizzontale. I sanitari (vaso e bidet), sono sospesi, della serie Join (design Antonio Citterio) della Pozzi Ginori. Il mobiletto, anch’esso sospeso, il lavabo e lo specchio contenitore, sono della Royal, mentre il top, è in lavagna (spessore 2 cm), così come il davanzale della finestra. La cabina doccia, con lastre in cristallo temperato, con idromassaggio e  sauna è una Pegaso della Megius. L’illuminazione dell’ambiente avviene attraverso un divertente lampadario, tassellato al soffitto, in alluminio satinato a forma ellittica, costituito da 21 piccoli lampadine ad incandescenza (piccole e luminose sorgenti puntiformi).

Il bagno di servizio

il bagno di servizio è stato ottenuto, in parte, nello spazio occupato, prima della ristrutturazione, dal salone. Il bagno non è illuminato, né aerato direttamente: una grossa “luce” realizzata in vetromattoni, “trasporta” la luce dal bagno principale, direttamente confinante, mentre un’estrattore, a comando elettrico, consente il ricambio dell’aria.  Il pavimento è costituito da una scacchiera, posata in diagonale (45°), di piastrelle in ceramica (dimensioni 20 cm x 20 cm), serie Primavera, dal colore bianco e giallo. Il rivestimento invece è realizzato da piastrelle di ceramica rettangolari (serie Primavera) dal colore giallo. I sanitari (vaso, bidet, e lavabo) sono sospesi; il mobile del lavabo è in finitura pero, dotato di porta -asciugamani, cassetti laterali con frontalino in lamina di acciaio inox microforata, il tutto della collezione Small, disegnata da Francesco Bertoli, per Ideal Standard. Al di sopra del lavabo uno specchio circolare (diametro 60 cm), con ferramenta e portalampade in acciaio inox (Inda). Il piatto della doccia e della Dolomite  mentre il box è in cristallo temperato. L’illuminazione dell’ambiente è realizzata con 3 faretti, orientabili, posizionati al centro del soffitto.

La camera da letto

Aperto la porta rasomuro, in fondo al corridoio, sulla destra si accede alla camera da letto. La pavimentazione in parquet tipo Doussiè – Africa, posato in diagonale a tolda di nave, non varia rispetto a quello presente nel soggiorno e nel corridoio. La tinteggiatura delle pareti è di colore azzurro molto carico, mentre gli arredi sono ridotti al minimo: a) sulla destra della porta, la capiente cabina – armadio, costituita da 2 ante scorrevoli, in laminato B 2810  lucido, binario di scorrimento a soffitto, staffe reggi – binario, e fascia copri – binario. Al suo interno sono collocati ripiani in P.V.C. e 2 cassettiere girevoli su ruote. Il tutto della produzione De Rosso Aliante; b) una seduta Sacco, color argento, utilizzata per lo più per riporre indumenti; c) il letto, realizzato su disegno: i suoi confini concettuali spaziano tra la riflessione zen, e la cultura bio – naturale del sonno; a metà tra “alcova di piacere” e “grata orizzontale di sofferenza, piano di tortura” (ovviamente il concetto è puramente metafisico). Di dimensioni ragguardevoli (86,6 pollici x 94,5 pollici), è studiato e progettato per essere inserito in ampi spazi in posizione centrale all’ambiente, anche se non disdegna spazi più ragguardevoli e contenuti. Si compone di 2 parti: “il duro” costituito da un “orditura” a maglia  relativamente fitta realizzata da listelli in essenza di rovere naturale (dimensioni 1,97 pollici x 1,18  pollici), tinteggiati con vernice ad acqua e tagliati di lunghezza diversa, (il lato destro é inclinato per rendere meno banale e “nervoso” l’oggetto) fissati su un telaio in profilati a sezioni rettangolare di acciaio inox saldati; “il morbido” costituito, a piacere, da un materasso in lattice di altezza contenuta, oppure un futon, Il morbido sporge oltre il limite del duro costituito dai listelli fungendo da seduta e da appoggio per oggetti. Esso può correre per la casa ed essere trasportato ed orientato a piacere  nello spazio grazie a 4 ruote girevoli a 360°, montate al di sotto del telaio. 2 lampade a molla, da tecnigrafo (modello Luxo), fissate con morsetti ad una doga del letto “illuminano” le letture notturne; d) anche il comodino zona notte, è realizzato su disegno: un oggetto abbastanza diverso da quelli consueti, da affiancare ad un letto altrettanto diverso dagli schemi comuni. Di altezza contenuta (altezza da terra 22 cm) presenta due piani di appoggio (uno rettangolare  di dimensioni 50 cm x 30 cm, posto a livello delle ruote, l’altro di forma trapezia funzionante da piano di appoggio posto a livello del letto). La sezione dell’oggetto è una “C” dove la superficie verticale (forata da un vistoso buco), rispetto a quelle orizzontali non sono perpendicolari ma a circa 75°. L’oggetto è realizzato in legno listellare di rovere verniciato ad acqua tinta naturale ed è munito di 4 ruote a snodo girevole a 360°.  L’immaginario di riferimento e la citazione vogliono ricordare ed associare l’oggetto, ad un carrello, utilizzato nelle miniere, per il trasporto dei minerali; e) 2 tappeti scendiletto, con fatture e caratteristiche diverse “etnicizzano – esotizzano” l’ambiente: acquistati, durante i viaggi dei proprietari, rispettivamente in Nepal, quello tibetano, bianco e blu, alla destra del letto, e in Turchia (Cappadocia), quello dai disegni classici, in lana, alla sinistra del letto. L’illuminazione dell’ambiente è realizzata da un’applique, posizionata al centro della parete, al fondo al letto. L’applique è munita di  una lama in acciaio curva.

La camera studio

Aperta la porta rasomuro, in fondo al corridoio, si accede alla camera studio. Le pareti sono tinteggiate di un verde pisello molto carico. La camera è utilizzata come studio – deposito: accanto a degli scaffali in legno (ikea), utilizzati sia come libreria, che come mensole per stampanti, si trovano un divano della Linea Italia, un vecchio armadio restaurato con anta a specchiera, una lampada a piantana (ikea) arricchita sulla sommità, da un paralume, in seta, color rosso, proveniente dalla Korea, uno sgabello, con struttura in paglia intrecciata a mano intrecciata, seduta decorata con fili di cotone colorato e basamento costituito da un copertone di bicicletta (oggetto costituente arredo delle case nepalesi ed acquistato a  Baktapur, durante un viaggio dei proprietari, in Nepal). Nell’ambiente, si trovano altresì 2 oggetti realizzati su disegno: a) un carrello a 5 ripiani, porta – oggetti, da trasportare per le stanze ed esporre rendendo più vivaci e colorati gli angoli della propria casa. Esso è realizzato con: profili in acciaio inox sabbiato, ripiani in legno impiallacciato rivistiti con strato di mogano, e superfici prospettiche in plexiglass verde fosforescente. La complessità della forma è dovuta al montante che viene inclinato. E’ come se uno dei lati superiori fosse “strecciato”, come un chewingum, nella direzione esterna a 45°, di circa 15 cm; pertanto in tutti i livelli sottostanti, i ripiani e le crociere ne seguono l’andamento dilatandosi e allungandosi. La “destrutturazione” che ne deriva fa apparire l’oggetto instabile, in una situazione di equilibrio precario, quasi crollasse. Questo progetto vuole essere una provocazione, una “banalizzazione” di un oggetto che costruttivamente banale non è; b) un mobile porta – pc. L’oggetto è in lamierino di alluminio (spessore 3 mm), sabbiato e verniciato con vernice lucida. La sua realizzazione ha contemplato l’utilizzo sia di macchine a controllo numerico, dalle quali è stato possibile ricavare lo sviluppo dettagliato dei prospetti (completi di buchi, a cerchi ed ellissi) delle varie lamiere, sia di una macchina piegatrice, che le ha “piegate”, definendone la forma. Il mobile è costituito da 2 blocchi resi solidali da grossi bulloni dadi: il 1° blocco, è costituito dal piano di lavoro (sul quale si trovano monitor, tastiera e mouse), piega sul lato destro per trasformarsi in “piano di sostegno”, o “piede strutturale”. “Piano” e “piede” si formalizzano con grossi fori ellittici e circolari, aventi dimensioni diverse, collocate ed orientate in modo casuale; il 2° blocco è una scatola, bucata da 105 fori (diametro 3 cm), munita di anta apribile a cerniere, costituisce il vano ospitante il “case” del pc. Il piano di lavoro è sormontato da una lastra di vetro temperata di spessore 1,2 cm. il mobile appoggia 6 ruote girevoli dal diametro di 5 cm ciascuna. 1 lampada Tolomeo (Artemide), con dispositivo di fissaggio a morsetto, illumina il piano di lavoro. L’illuminazione dell’ambiente è realizzata dalla cupola, collocata a centro – volta, Candle, disegnata da Schopenhauer e Naska Loris, per FontanaArte.

Il terrazzo

Il soggiorno, la camera da letto e la camera studio hanno affaccio verso l’ampio terrazzo esposto a sud. Sul terrazzo (di superficie pari a 31 mq), a confine con la proprietà vicina, è stato ricavato un piccolo volume (circa 6 mc) adibito a lavanderia e ripostiglio: si accede al suo interno da una porta “da officina” in scatolari metallici,  verniciata di colore bianco. Al suo interno ci sono 2 scaffali metallici, 1 lavatoio e 1 lavatrice. La copertura del nuovo ripostiglio è indipendente dalla copertura della falda del tetto principale. Il progetto di ristrutturazione ha contemplato altresì il rifacimento della pavimentazione del terrazzo con la posa di piastrelle in cotto, dimensioni 25 cm x 25 cm (Bretagna,Terre di Francia), posate in diagonale, a 45°. L’illuminazione dello spazio aperto è realizzata con una applique per esterni della linea I guzzini. Il progetto prevedeva la realizzazione di una pergola, posizionata davanti alla porta e finestra del soggiorno, con struttura in legno lamellare, costituita da montanti (sezione 12 cm x 12 cm), 1 trave frontale (sezione 9 cm x 16 cm) e 2 travi alloggio guide (sezione 14 cm x 20 cm), sormontata da 1 tenda in tessuto in P.V.C. armato, motorizzata, scorrevole su guide, e montata a telo “lasco” (Ondawood, Il Ceppo). Sopraggiunte contingenze economiche hanno reso necessario posticipare nel tempo la realizzazione di detta struttura.

I dati e le ditte

Il Progetto Architettonico della ristrutturazione è stato redatto e seguito dall’architetto Dario Lusso. Le seguenti Ditte hanno realizzato: a) Impresa Edile Zani Renato, (Livorno Ferraris), le opere murarie; b) Vezzoli Gian Luigi ed Alberto, (Cigliano), l’impianto idraulico, termico e di raffrescamento degli ambienti; c) Nuova EMI di Baldassarra Pietro, (Livorno Ferraris), gli impianti elettrici; d) Pissardo Serramenti, (Villaneggia), i serramenti esterni in P.V.C.; e) Nicolazzo Leopoldo, (Livorno Ferraris), le strutture metalliche e la carpenteria leggera; f) Master Porte, (Torino), la posa delle porte interne; g) Oria Edoardo Andrea, (Cigliano), la bussola d’ingresso e i portoncini; h) Fausto Mantovani, (Livorno Ferraris), le rifiniture e le decorazioni; i) Linea Parquet di Vincenzo Scalise (Rivarolo Canavese), i pavimenti in legno; l) Monteforte Mirko, (Rondissone), la posa dei pavimenti e dei rivestimenti in gres, ceramica e cotto. I lavori del cantiere sono iniziati nel febbraio 2004 e si sono conclusi nel novembre dello stesso anno. Nel cantiere sono state occupati un totale di 27 uomini. Gli arredi ed i mobili “su disegno” sono stati progettati dall’Arch. Dario Lusso, e realizzati dalle falegnamerie Dimar (Brandizzo), Crosariol (Chivasso) e Bevilacqua (Verolengo), mentre tutta la componentistica in inox degli stessi, e il mobile porta – pc, in lamierino di alluminio sono di Tallia&Cena (Rondissone).

Fine (anno 2004)