
Addizione color carta da zucchero sulla piazza di Mollar Michele (Viù)
Piccola addizione verticale, color blu carta da zucchero a Mollar Michele, frazione di Viù (TO) – 781 m s.l.m. – Latitudine 45°13’46.44″N, Longitudine 7°22’35.46″E – Km 0,5 della S.P. n. 197 del Col del Lys – Abitanti residenti n. 15.
Mi attrae questo luogo per la tranquillità e la calma che infonde, anche se non è bellissimo: vorrei viverci. Lontano dai problemi e dai rumori. A Mollar Michele le case, quasi tutte di pietra e legno, durante l’inverno sono vuote e disabitate. Intorno alla piazza, in asfalto, si raccolgono un deposito per la legna, un garage con il tetto piano, la mia casa – dove una volta al p. t. c’era la bottega –, una fontana in pietra (da cui zampilla sempre acqua, tranne quando gela per il freddo) e la chiesa di San Rocco, da dove San Rocco e il suo cane scrutano chi la percorre. Dalla piazza partono i sentieri di pietra e terra per salire – nel bosco di castagni della montagna – al Colle San Giovanni. Nella chiesa si celebra una sola funzione all’anno: il 16 agosto per ricordare San Rocco.
La facciata della chiesa di San Rocco attrae – con il suo colore blu carta da zucchero – l’automobilista che percorre la S.P. n. 197 in direzione Col del Lys. La piazza, i sabati e le domeniche d’estate diventa un parcheggio per qualche macchina; resta anche un po’ di spazio per i giochi e le corse dei bambini dei non residenti (cioè i turisti, come me). Durante l’autunno e l’inverno la piazza è vuota. Qualche cane e gallina la percorrono: mi ha colpito la presenza di un levriero afgano che, solitario rasenta i muri che delimitano la piazza e si ferma per pisciarci sopra (il levriero afgano che qui abita, non ha il tipico andamento del cane nobile, ma è goffo e ha il pelo sporco del fango dei sentieri di montagna quando piove).
Nella piazza, il pomeriggio del 16 agosto di ogni anno si celebra l’incanto: la vendita pubblica di oggetti, donati dai residenti e dai non residenti, al migliore offerente. Una volta nella piazza si organizzavano i balli all’aperto e dalle valli vicine arrivava molta gente.
Sulla destra della chiesa c’è una casa vuota, con annesso un garage sul cui terrazzo sono appoggiati dei canister di cherosene, alcuni pieni, altri vuoti: è abbandonato così da anni. Di tutto questo mi interessa il terrazzo e il vuoto sopra di esso. Mi sono divertito a chiudere, in altezza, quell’angolo, dove, nello spazio tra i muri, si incunea il sentiero che sale per la montagna. Una scatoletta, leggera di legno, verniciata di blu carta da zucchero (come la facciata della Chiesa di San Rocco), è stata posata sopra al terrazzo: una piccola stanza, realizzata con un’ossatura costituita da telai molto ravvicinati che salgono disordinatamente verso il cielo, nascondendo la montagna che incombe dietro. Piccole finestrelle si aprono a diverse altezze delle facciata che guarda la piazza. Una piccola porticina (in vetro e telaio in legno) ad un battente si apre su un balconcino con ringhiera e permette l’affaccio sulla piazza di San Rocco (il balconcino rappresenta una copia del balconcino con ringhiera della mia casa, che si trova sul muro opposto del sentiero che sale verso la montagna). Il parrucchiere a Viù non chiude al lunedì, perché è giorno di mercato.
- Addizione color carta da zucchero sulla piazza di Mollar Michele (Viù)
- Foto aerea da google maps
- Chiesa di San Rocco a Mollar Michele (foto DL)
- La piazza di Mollar Michele (foto DL)
- Festa dell’Incanto del 16/08/2017 (foto DL)
- Mollar Michele. Foto d’epoca
- Mollar Michele, balli nella piazza. Foto d’epoca
- Interno della bottega di Fabrizio Teghillo (foto DL)
- Bottega di Fabrizio Teghillo, parrucchiere-barbiere di Viù (foto DL)
- Interno della bottega di Fabrizio Teghillo (foto DL)
- Casa al n. 71/b e fianco-stante la Chiesa di San Rocco, con facciata color blu carta da zucchero, a Mollar Michele (Viù). Le oche grigie del Burdi di Richiaglio hanno attraversato la montagna e sono scese fin qui a far la guardia alla porta del paese (foto DL)










